Il 30 aprile 2021, il Consiglio dei Ministri ha approvato la versione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che poi ha inviato alla Commissione Europea. Il testo comprende uno stanziamento di 62 miliardi di euro per la mobilità, le infrastrutture e la logistica, che saranno gestiti dal ministero Mims (ex Trasporti) in un periodo di dieci anni. Rispetto alla versione precedente del 12 gennaio, lo stanziamento è aumentato di quattordici miliardi. “Abbiamo l’occasione di progettare un Paese sostenibile e resiliente con una visione di medio-lungo periodo”, ha dichiarato il ministro Enrico Giovannini. “Il Pnrr è solo l’inizio di un processo che prevede investimenti senza precedenti per la costruzione e la riqualificazione di infrastrutture, per la mobilità sostenibile, per rafforzare le imprese e migliorare la qualità del lavoro e della vita delle persone, tutelando gli ecosistemi terrestri e marini”.

In particolare, il ministero spiega che finanzierà i suoi progetti con 40,7 miliardi provenienti dal programma europeo Next Generation e 313 milioni del programma React EU, cui si aggiungeranno risorse nazionali per quasi 21 miliardi. Queste ultime provengono dal Fondo Complementare (10,6 miliardi) e dallo scostamento di Bilancio per 10,3 miliardi. “I fondi nazionali perseguono i medesimi obiettivi di quelli europei, ma in alcuni casi finanziano progetti relativi a un orizzonte temporale più lungo rispetto al termine del 2026 imposto dal Pnrr, come il completamento dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria”, precisa il ministero, aggiungendo che “ il 56% delle risorse (34,7 miliardi di euro) è destinata a interventi nel Mezzogiorno, segno della volontà del Governo di avviare concretamente politiche per il superamento dei divari tra le diverse aree del Paese”.

I progetti che seguirà solamente il ministero Mims riguardano l’estensione dell’alta velocità ferroviaria e il potenziamento delle reti regionali; il rinnovo dei treni, degli autobus e delle navi per la riduzione delle emissioni; gli investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi; gli interventi di digitalizzazione per la sicurezza di strade e autostrade; la transizione ecologica della logistica; lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle strade provinciali per migliorare la viabilità delle aree interne; la qualità dell’abitare e le infrastrutture sociali; la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche.

Altri progetti prevedono la collaborazione del Mims con altri ministeri, come quelli della Transizione Ecologica, della Transizione digitale, della Cultura, della Giustizia, il Dipartimento per il Sud e la Coesione territoriale. Tra questi ci sono progetti su digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (493 milioni di euro); rivoluzione verde e transizione ecologica (15,8 miliardi); infrastrutture per una mobilità sostenibile (41,8 miliardi); inclusione e coesione sociale (3,9 miliardi). Accanto agli investimenti, sono previste importanti riforme sull’ordinamento, “necessarie per accelerare la realizzazione delle opere del Pnrr e di altri interventi infrastrutturali, a migliorare la concorrenza e l’efficienza del sistema economico”, spiega il ministero.

Per attuare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il ministro Giovannini ha istituito nel ministero un apposito comitato, che dovrà seguire ogni fase di realizzazione dei progetti e valutare i loro effetti sull’occupazione e sull’ambiente. Ha anche costituito una “Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”, formata da organizzazioni sindacali e imprenditoriali, associazioni ambientaliste e reti della società civile, che ha lo scopo di accompagnare l’attuazione del Piano fornendo indicazioni, suggerimenti e proposte.

“Grazie all’adozione del Decreto Legge relativo al fondo complementare sarà possibile cominciare ad impiegare le risorse nazionali già nei prossimi mesi, stimolando così la ripresa economica e occupazionale, che nei settori delle costruzioni e dei trasporti è già in atto, come mostrano gli ultimi dati Istat”, dichiara il ministro Giovannini. “Peraltro, questi interventi si affiancheranno a quelli derivanti dal commissariamento delle opere bloccate da anni deciso due settimane fa e dall’assegnazione agli enti territoriali dei fondi per la manutenzione delle strade provinciali e il potenziamento del trasporto pubblico locale, a conferma dell’impegno del Governo in questi primi due mesi di lavoro per la ripartenza dell’Italia”.

Buona parte dei fondi riguarda il potenziamento della rete ferroviaria e la realizzazione di 700 chilometri di rotaia per l’alta velocità e il trasporto regionale. “Per lo sviluppo delle linee ferroviarie ad alta velocità/alta capacità sono previsti investimenti per 25 miliardi, mentre 5,45 miliardi sono destinati al potenziamento delle reti regionali e l’elettrificazione, con una particolare attenzione al Mezzogiorno, e al miglioramento dei collegamenti ferroviari con porti e aeroporti”, scrive il ministero in una nota. Nell’alta velocità/alta capacità ferroviaria gli interventi di maggior rilievo riguardano la realizzazione dei principali lotti funzionali della linea Salerno-Reggio Calabria (11,2 miliardi), il completamento della Napoli-Bari (1,4 miliardi), ulteriori lotti funzionali della Palermo-Catania-Messina (1,4 miliardi). Per la Brescia-Padova sono previsti l’attraversamento di Vicenza e la progettazione definitiva del lotto da Vicenza a Padova (4,6 miliardi). Sulla linea Liguria-Alpi gli interventi riguardano il completamento del Terzo Valico del Giove (4,0 miliardi) e sulla Verona-Brennero è previsto in particolare l’attraversamento di Trento (0,9 miliardi). Il piano prevede anche interventi sulle connessioni diagonali: Roma-Pescara (0,6 miliardi), Orte-Falconara (0,5 miliardi), Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia (0,4 miliardi).

Per il trasporto marittimo il piano stanza 3,8 miliardi destinati all’ammodernamento e potenziamento dei porti, la realizzazione del Piano nazionale del Cold ironing, che permette alle navi di sostare al porto eliminando le emissioni inquinanti, le infrastrutture per le Zone Economiche Speciali (Zes) e per agevolare l’intermodalità con la realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario nei porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno. Altri 1400 milioni andranno alla transizione ecologica nella logistica, con contributi per l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici e la sperimentazione del trasporto ferroviario a idrogeno in Val Camonica, nel Salento e in altre reti.

Un capitolo da 4,8 miliardi è dedicato alla digitalizzazione della logistica e del trasporto pubblico locale. In questo ambito il ministero prevede “interventi per la messa in sicurezza e il monitoraggio delle autostrade A24 e A25 e di ponti e viadotti e gallerie stradali e autostradali attraverso l’impiego di tecnologie di ultima generazione. Un importante investimento è quello relativo allo sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (Ertms), con l’introduzione di tecnologia per l’aumento della sicurezza, della velocità e della capacità delle infrastrutture. Importanti innovazioni riguarderanno anche i sistemi di controllo del traffico aereo per ottimizzare l’uso delle piste evitando ulteriore consumo di suolo”

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